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Cosa ho imparato a scuola

(E cosa avrei potuto imparare a casa)

di Deborah Wuehler, Redattore Capo
tradotto da Elena Santoro

Pensavo di fare un viaggio nostalgico nel viale dei ricordi e di rivedere le mie esperienze scolastiche. Ho frequentato sia scuole pubbliche che private e ho visto che, sebbene il mondo dicesse che stavo avendo successo, in realtà stavo fallendo anno dopo anno. Ricordo che a 4 anni mettevo anima e cuore nell’apprendimento a casa, ma in qualche modo dopo dodici anni e undici diverse scuole più tardi, quando mi diplomai a 18 anni, disprezzavo la maggior parte di ciò che era legato all'educazione ufficiale. Che cosa è successo e che cosa ho davvero imparato a scuola? Ecco la mia vera storia di successo e fallimento:

Scuola materna

Ho imparato che dovevi lasciare quel luogo meraviglioso e sicuro chiamato casa per un posto in cui dovevi imparare tutti i tipi di cose nuove e ad un'età troppo giovane per lasciare quella sicurezza. Ho imparato che anche se piangevi giorno dopo giorno, a nessuno importava e comunque non tornavi a casa. Ho imparato a piangere sul mio tappetino al momento del riposo, in modo che nessuno a cui non importa nulla non potesse vederti piangere. Ho imparato che l'unica cosa che si poteva fare era giocare coi blocchi con i ragazzini prepotenti o giocare a fare le mamme con le ragazze prepotenti, e l'insegnante si accigliava sempre perché non volevo fare nessuna delle due. Ho imparato che non c'era mai nulla di buono da leggere e niente da fare o imparare che non fossi già in grado di fare a casa, se solo avessi potuto essere lì.

  • Riuscii a rendere infelice la mia insegnante e imparai a piangere in silenzio.
  • Ho fallito nell'adattarmi e nell'apprendere qualcosa di significativo.
  • Quello che avrei potuto imparare a casa: avrei potuto giocare con la neve e poi studiare gli schemi dei fiocchi di neve, leggere storie sulla neve alla mia sorellina e cucinare biscotti con mia madre mentre imparavo un po' di matematica.
“Guardatevi dal disprezzare alcuno di questi piccoli; perché io vi dico che gli angeli loro, ne’ cieli, vedono del continuo la faccia del Padre mio che è ne’ cieli.”. (Matteo 18:10)

Primo anno

Ho imparato che se riuscivi a leggere all'insegnante, lei sorrideva, e se tu non riuscivi, dovevi sederti in un posto speciale con l'insegnante, il cui volto sembrava annoiato. Ho imparato che dovevi lasciare che il ragazzo grande e meschino seduto vicino a te mangiasse il tuo pranzo o che ti pizzicasse o prendesse a calci. Ho imparato a sopportare la fame perché temevo che sparlassero di me. Ho imparato che dovevi rimanere a scuola anche più a lungo di quando eri all'asilo.

  • Riuscii ad imparare che la colla non aveva un buon sapore nonostante il profumo e che le piante di fagioli potevano germogliare in una tazza come nel mio giardino di casa.
  • Ho fallito nel fuggire dal grande ragazzo cattivo o anche nel pregare per lui.
  • Quello che avrei potuto imparare a casa: aiutare a seminare il giardino e ad annaffiarlo, sradicare le erbacce e magari anche pianificarne la crescita. Avrei potuto studiare gli insetti che erano buoni per il giardino e quelli che non lo erano. Avrei potuto scrivere tutto sul mio libro speciale mentre mangiavo indisturbata il mio pranzo.
“Così è voler del Padre vostro che è nei cieli, che neppure un di questi piccoli perisca.”. (Matteo 18:14)

Secondo anno

Ho imparato che solo i bambini intelligenti e tranquilli ricevono le giuste attenzioni, ma per la maggior parte della giornata si dovevano annoiare. Ho imparato che i bambini agitati e rumorosi dovevano apprendere a stare tranquilli e a rimanere seduti anche se si trattava di pura tortura. Ho imparato che se tu eri qualcuno che aveva bisogno di un aiuto in più, eri un peso in più da sopportare. Ho imparato che solo i bambini ricchi avevano i soldi per il latte, e sembrava che, quando si voleva il latte, fosse meglio essere ricchi che essere intelligenti.

  • Sono riuscita a imparare a leggere l'orologio così potevo contare le ore prima che potessi andarmene.
  • Ho fallito nell'autocontrollo mentre imparavo a rubare dal cassettone di mio padre i soldi per il latte.
  • Quello che avrei potuto imparare a casa: che avrei potuto avere latte gratis con i biscotti che ho aiutato a cucinare e che è meglio essere gioiosi e onesti che essere ricchi.
“Il frutto dell’umiltà e del timor dell’Eterno è ricchezza e gloria e vita.” (Proverbi 22:4)

Terzo anno

Ho appreso che gli insegnanti non sapevano cosa fare con gli studenti intelligenti, così gli davano fogli di lavoro extra o li rimandavano alle classi dell'asilo per aiutare l'insegnante. Ho imparato che la maggior parte del tempo veniva dedicato a spiegare e ripetere per il resto della classe per poi dare i compiti a casa perché non potevamo mai finirli in classe. Ho imparato che alcuni ragazzi amano baciare le ragazze durante la ricreazione e che alcune ragazze amano essere inseguite, tranne a me e alla mia amica Michelle, che mi ha insegnato a cantare canzoni d'amore che sentiva alla radio.

  • Sono riuscita ad aiutare i bambini dell’asilo a tagliare le linee tratteggiate e a incollare le cose.
  • Ho fallito nell'apprendere qualcosa di nuovo per me stessa eccetto come stare lontana dai ragazzi.
  • Quello che avrei potuto imparare a casa: che avrei potuto terminare la scuola molto prima durante il giorno e non avere compiti a casa la sera. Avrei potuto imparare a cantare canzoni d'amore a Dio e imparare a non seguire quello che facevano gli altri.
“Non andar dietro alla folla per fare il male” (Esodo 23:2)

Quarto anno

Ho imparato che stare a casa fingendo di essere malato era molto più confortante che andare a scuola per essere preso in giro. Ho imparato che dovevi indossare gli abiti giusti o avere il colore giusto di capelli per avere amici. Ho imparato che una buona istruzione significa stare insieme con alcuni bambini e passare tutto l'anno a studiare la recita. Ho imparato alcune cose dai cattivi bambini di quarta elementare che non avevo mai saputo prima e che non volevo sapere.

  • Sono riuscita a insegnare a un lettore lento, a imparare decimali e frazioni, a memorizzare le cinque righe della mia parte nella recita e a fantasticare per il resto delle ore di lezione.
  • Non sono riuscita a essere abbastanza forte da ignorare i ragazzi che inventavano sempre nuovi nomignoli per me e i miei capelli rosso acceso ed evitare la distruttività dell'amarezza.
  • Cosa avrei potuto imparare a casa: come ricercare argomenti e scrivere su ciò che mi interessava. Avrei potuto apprendere buoni tratti caratteriali come l'onestà e il coraggio.
“Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via de’ peccatori, né si siede sul banco degli schernitori” (Salmo 1:1)

Quinto anno

Nella scuola pubblica ho imparato a disegnare sulla mia cartelletta Pee Chee mentre aspettavo che l'insegnante spiegasse tutto agli altri bambini. Ho imparato che potevi ricevere barrette di cioccolato se ottenevi il 100% nei test di ortografia di ogni settimana… e quindi venir preso di mira dagli altri durante la ricreazione. Ho imparato che anche dopo essere passata a una scuola cristiana, non ero al sicuro, perché i bulli che venivano cacciati dalla scuola pubblica finivano lì. Uno finì nella mia classe da solo con me all'ora di pranzo, e fu un miracolo che riuscii a sfuggirgli. Ho imparato che il lavoro era molto più stimolante rispetto alla scuola pubblica (anche se dovevo lavorare molto di notte e non potevo più giocare), e così anche i bambini.

  • Riuscii ad avere buoni voti e a inserirmi nel consiglio studentesco, che non aveva né scopi né obiettivi.
  • Ho fallito nel preservarmi dalla paura in entrambe le scuole che ho frequentato.
  • Quello che avrei potuto imparare a casa: avere un motivo per imparare, un obiettivo da perseguire, la socializzazione a tutti i livelli e fare tanti viaggi educativi.
“Quelli che meditano il male non son forse traviati? ma quelli che meditano il bene trovan grazia e fedeltà.” (Proverbi 14:22)

Sesto anno

Tornata alla scuola pubblica, ho imparato che l'insegnante poteva urlare davvero forte mentre le vene del suo collo si gonfiavano. Ho imparato che potevi avere paura del tuo insegnante. Ho imparato che il tuo insegnante poteva indicarti di fronte alla classe e dire a tutti i bambini di essere come te o di continuare a essere stupidi, il che non li rendeva affatto uguali a te. Ho imparato che la scuola poteva portarti in un'aula separata e insegnarti educazione sessuale senza che i tuoi genitori lo sapessero. Ho imparato che andava bene per un insegnante maledire gli studenti.

  • Riuscii nel gioco delle biglie durante la ricreazione e ad essere l'odioso allievo preferito dell'insegnante, quindi la persona più odiata dagli altri studenti.
  • Ho fallito nel fare amicizie e nel nascondere l'imbarazzo per le furie dell'insegnante.
  • Quello che avrei potuto imparare a casa: abilità della vita come cucinare, pulire, cucire o anche seguire corsi di arricchimento in design artistico o musica. Avrei potuto imparare la bellezza del disegno di Dio per il matrimonio e imparare che maledire non è accettabile.
“Poiché la mia bocca esprime il vero, e le mie labbra abominano l’empietà.” (Proverbi 8:7)
“La loro gola è un sepolcro aperto; con le loro lingue hanno usato frode; v’è un veleno di aspidi sotto le loro labbra. La loro bocca è piena di maledizione e d’amarezza.” (Romani 3:13-14)

Settimo anno

Ho imparato che quando vai da un’aula ad altre otto aule con tanti compiti, puoi stressarti e avere incubi. Ho imparato che Educazione Fisica significava farsi una doccia obbligatoria, spaventosa e umiliante quando non c'erano cabine e un'insegnante ti osservava. Ho imparato che i tuoi libri potevano esser scaricati dall'armadietto che condividevi con una ragazza prepotente. Ho imparato a portare tutti i libri di otto materie ovunque andassi. Ho imparato a trovare qualcosa da fare durante l'ora di pranzo, come iscrivermi allo Star Trek Club solo per stare al sicuro. Ho imparato che essere intelligente era accettabile solo per gli adulti. Ho imparato che, per evitare i bulli, dovevi trovare altre strade per tornare a casa.

  • Sono riuscita a imparare a portare a casa pile di libri per stare alzata fino a tardi e lavorare su pile di compiti a casa.
  • Ho fallito nel riuscire a riposarmi fisicamente, mentalmente o socialmente.
  • Quello che avrei potuto imparare a casa: come prepararsi e realizzare un lavoro all’altezza di una scuola superiore e la pace che viene da una mente sana, senza tormenti e una buona notte di sonno.
“L’empio spia il giusto e cerca di farlo morire.” (Salmo 37:32)

Nono e decimo anno

I miei genitori e insegnanti mi permisero di saltare l'ottavo anno e iniziare la scuola superiore in una scuola cristiana. Ho imparato che potevi avere un insegnante cristiano che prega prima delle lezioni e poi insegnarti tutto sull'evoluzione. Ho imparato che i bambini imbrogliano e guardano i tuoi test mentendone a riguardo - anche in una scuola cristiana. Ho imparato che i bambini potevano andare in chiesa il mercoledì mattina e a bere nelle feste la notte stessa. Ho imparato che solo i bambini molto ricchi frequentavano questa scuola, quindi portare lo stesso paio di jeans ogni giorno a scuola non era una buona idea. Ho imparato che se non eri magra, truccata o non avevi un ragazzo, non eri nessuno. Ho imparato che anche le tue sorelle potevano dirti di andare via e trovarti degli amici.

  • Ero brava in spagnolo, inglese e nella Bibbia, e ho imparato a leggere il programma orario dei trasporti per arrivare in tempo nella scuola di un’altra città lontana.
  • Fallii nell’avere abbastanza vestiti, cibo, amici o appagamento.
  • Quello che avrei potuto imparare a casa: che le mie sorelle potevano essere le mie migliori amiche, avrei potuto fare un lavoro di preparazione all'università o al college e imparare a fare la casalinga.
“Onde insegnino alle giovani… ad esser assennate, caste, date ai lavori domestici” (Tito 2:5)

Undicesimo e dodicesimo anno

Trasferita in un'altra scuola pubblica, ho imparato a conoscere le droghe e il sesso dai bambini al di fuori della classe, e sui preservativi e l'omosessualità dagli insegnanti all'interno della classe. Ho imparato che potevi perdere ogni innocenza. Ho imparato che potevi smettere di preoccuparti dei voti e iniziare a preoccuparti di come apparivi e di come avere un fidanzato. Ho imparato a passare il tempo a scrivere gli appunti per gli amici. Ho imparato che potevi laurearti anche se non ci avevi nemmeno provato negli ultimi due anni.

  • Sono riuscito a studiare in fretta per i test e poi a passare le informazioni.
  • Ho fallito nell'imparare ad avere giudizio nella scelta degli amici e stupide pratiche per gli appuntamenti.
  • Quello che avrei potuto imparare a casa: affrontare il mondo con una visione biblica. Avrei potuto imparare la purezza, la santità e l'eccellenza di carattere. Avrei potuto imparare che il tempo non deve essere sprecato, ma deve essere usato saggiamente per servire il Signore e gli altri. Avrei potuto avere un sacco di socializzazione positiva con amici dalla mentalità simile. Avrei potuto iniziare un apprendistato o iniziare una mia attività imprenditoriale. Avrei potuto amare la mia istruzione.
“e ci ammaestra a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, per vivere in questo mondo temperatamente, giustamente e piamente” (Tito 2:12)
“Perciò, chi si pensa di stare ritto, guardi di non cadere.” (1 Corinzi 10:12)

Perché la scuola fallisce?

Ero una studentessa di talento che perse quel talento frequentando la scuola superiore a causa dell'insensatezza delle mie esperienze scolastiche. L'autore di un articolo intitolato "Il Problema del Genio"1 della rivista TIME parlava di un bambino dotato che lasciò la scuola pubblica per quella a casa, "Il sistema la deluse, ma quale sistema potrebbe essere in grado di dare spazio ai suoi rari doni?" Sono d'accordo con l'autore che questi bambini farebbero molto meglio al di fuori del sistema e all'interno della casa. Ciò di cui l'autore non si rende conto è che la ragione per cui questi studenti avanzati sono migliori è la stessa ragione per cui ogni bambino che fa scuola a casa sia meglio, dotato o meno. Tutore personale, opportunità di esprimere ed espandere le loro abilità uniche, incoraggiamento a lavorare secondo il proprio ritmo senza essere trattenuto, la possibilità di perseguire interessi e inclinazioni personali, completare un percorso prima di andare avanti: tutti questi sono benefici di un'istruzione a casa e sono tutti disponibili per ogni studente a casa.

Anche se l'articolo del TIME Magazine parla di come il sistema scolastico pubblico abbia "poca idea di come coltivare i suoi studenti più promettenti", rivela anche il motivo più profondo del perché le scuole pubbliche non possono coltivare nessuno studente nelle sue capacità date da Dio. L'autore suggerisce che col criterio del "nessun bambino sia lasciato indietro", è più importante portare gli studenti che non ottengono risultati fino al livello richiesto piuttosto che fare qualcosa per coloro che eccellono. La prova è che tutti i motti e i finanziamenti non hanno migliorato nulla a nessun livello.

L'autore giunge alla conclusione che non ha senso versare dieci volte più soldi in una perdita di rendimento e finanziare solo i programmi di talento a 800 milioni. Ottocento milioni? Davvero? E questo è ciò che stanno offrendo a questi studenti di talento: "viaggi di studio e saggi extra, non un corso accelerato ancorato alle capacità di uno studente." A me sembra solo una frazione di ciò che la scuola a casa sta facendo per i suoi studenti, in una frazione infinitesimale del costo.

Perché le scuole pubbliche deludono gli studenti, dagli studenti lenti fino ai geni? Beh, è perché le scuole pubbliche falliscono.2 I bambini che studiano a casa ricevono quello che le scuole pubbliche non riescono a conciliare: un'educazione incentrata sulle abilità dello studente, sugli interessi dello studente, sul livello accademico dello studente e sul genio dello studente o sui bisogni speciali, che emergono presto. Perché? Perché si affidano a Dio e non al sistema di istruzione pubblica.

“Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di soccorso, e s’appoggian su cavalli; e confidano nei carri perché son numerosi; e ne’ cavalieri, perché molto potenti, ma non guardano al Santo d’Israele, e non cercano l’Eterno!” (Isaia 31:1)
“Gli uni confidano in carri, e gli altri in cavalli; ma noi ricorderemo il nome dell’Eterno, dell’Iddio nostro. Quelli piegano e cadono; ma noi restiamo in piè e teniam fermo.” (Salmo 20:7-8)

Qual è la migliore istruzione?

Sembra che i genitori che vogliono la migliore educazione per i loro figli inconsapevolmente diano loro la ricetta del fallimento, sia morale che accademica, inserendoli in un'istituzione che promuova tale fallimento. Sul rovescio della medaglia, il National Home Education Research Institute (Istituto Nazionale della Ricerca dell’Educazione a Casa) riporta: "I punteggi dei test di successo degli studenti che studiano a casa sono eccezionalmente alti. I punteggi medi per ogni sottotesto (che sono almeno l'80° percentile) sono ben al di sopra di quelli degli studenti delle scuole pubbliche.”3

Non solo ho perso il talento nel corso degli anni, ma ho perso l'innocenza mentre nuotavo in un mare di immoralità. Solo per la grazia di Dio e a un genitore che pregava, sono fuggita dalla completa distruzione morale. La scuola in casa consente l'eccellenza morale, la protezione dell'innocenza e una forte fede.3

Sono arrivato a comprendere più chiaramente le responsabilità morali di ciò che ho imparato e il deficit di ciò che non ho imparato. E, ora più che mai, sono convinta che mantenere i nostri figli a casa sia veramente il posto giusto e sia definitivamente la migliore educazione possibile.

“Venite, figliuoli, ascoltatemi; io v’insegnerò il timor dell’Eterno. Qual è l’uomo che prenda piacere nella vita, ed ami lunghezza di giorni per goder del bene? Guarda la tua lingua dal male a le tue labbra dal parlar con frode. Dipartiti dal male e fa’ il bene; cerca la pace, e procacciala. Gli occhi dell’Eterno sono sui giusti e le sue orecchie sono attente al loro grido. La faccia dell’Eterno è contro quelli che fanno il male per sterminare di sulla terra la loro memoria.” (Salmo 34:11-16)

Note finali

  1. www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1653653,00.html.  Torna al testo
  2. articles.latimes.com/2011/mar/09/news/la-pn-obama-schools-20110310, © 2011 Istituto nazionale di ricerca sull'Istruzione domestica.  Torna al testo
  3. www.nheri.org/Latest/Homeschooling-Across-America-Academic-Achievement-and-Demographic-Characteristics.html.  Torna al testo

Deborah Wuehler è Redattore Capo per TOS, co-autore in The Homeschool Minute, moglie di Richard e mamma di otto regali dal cielo. Ama scavare i tesori nascosti nella Parola, leggere, scrivere, la scuola a casa e la cioccolata fondente! Manda un’email a Deborah a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Copyright, 2011. Usato con permesso. Tutti i diritti riservati dall'autore. Originariamente apparso su The Old Schoolhouse® Magazine, estate 2011.

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