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Le notti silenziose di Kauai (i grilli si sono zittiti)

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Tradotto da Manuela Lucarelli per Associazione Italiana Studi sulle Origini

kauai

Igrilli, rinomati per il loro stridente ed invadente frinire che penetra la note in modo inequivocabile, sono molto importanti nel folklore e nelle tradizioni della Polinesia. Ma, nell’isola Hawaiana di Kauai, i grilli non friniscono più.

Il motivo?

Negli anni ’90, una mosca parassitaria mortale è arrivata dal Nord America. Questa mosca “ad orientamento acustico” rintraccia i grilli maschi che friniscono richiamando le compagne (solo i grilli maschi friniscono) e deposita le sue uovo su di loro.1 Le larve scavano la tana nel grillo e lo divorano—in una settimana, il grillo è morto.

L’impatto della mosca fu drammatico, poiché la popolazioni di grilli a Kauai diminuì drasticamente. Nel 2001, l’isola era “virtualmente silenziosa” — un gruppo di ricercatori universitari udì solo un grillo frinire.2

Nel 2003, Kauai era ancora silente. Ma i ricercatori furono sorpresi di scoprire che i grilli non si erano estinti.3 In realtà trovarono molti grilli.4 Ma non frinivano più.5

Ad un esame più ravvicinato, fu riscontrato che “virtualmente tutti” i grilli maschi di Kauai avevano ali più simili alle ali delle femmine che alle ali normali dei maschi, vale a dire “mancava il normale apparato stridulatore formato da lamine e raschietti per la produzione del suono” —ecco perché non potevano frinire.4 Nei maschi normali, le ali hannouna vena dentata prominente che è raschiata per produrre suono. Ma ora, nella maggior parte dei maschi la vena era più piccolo e in una posizione diversa. Le femmine non possiedono affatto la vena dentata.

Non a caso, questa scoperta fu annunciata da molte organizzazioni mediatiche e dagli stessi ricercatori come ‘evoluzione’.2,3,6 “Questo vuol dire vedere l’evoluzione all’opera,” disse il primo ricercatore Marlene Zuk.5 Ma le informazioni che essi stessi fornirono riguardo ai fatti osservati sul caso (in opposizione all’interpretazione evolutiva) furono sufficienti a mostrare che non si trattava affatto di ‘evoluzione’, cioè partendo dagli elementi chimici-alla cellula-ai grilli, che richiede un aumento di complessità e di informazione genetica. Piuttosto, c’era stata una perdita di informazione (l’abilità di frinire) a causa della degradazione del genoma.

I maschi silenti erano mutanti, con le ‘ali piatte’ tratto causato da "una mutazione di un singolo gene localizzato sul cromosoma X dei grilli".2 I ricercatori chiarirono che la mutazione-silenziante non era “parte del bagaglio genetico quantitativo di canti stesso ma, invece, una mutazione morfologica che elimina la capacità dei maschi di produrre questo segnale sessuale.”7

Così, nonostante i fatti siano ‘appannati’ dal gergo a paradigma-evolutivo, la storia è abbastanza semplice-e tutt’altro che evolutiva. Una mutazione di appiattimento dell’ala con perdita di informazione che, presumibilmente, normalmente, sarebbe uno svantaggio (rendendo i grilli maschi incapaci di richiamare acusticamente la compagna) diventa altamente vantaggiosa una volta che la mosca parassitaria a navigazione acustica arriva a Kauai.8 Questa non è la prova di un processo evolutivo del quale si dice abbia prodotto grilli canterini dal caos aleatorio, non importa quanto tempo si dichiari ci sia voluto perché avvenisse. La mutazione di Kauai è nella direzione sbagliata per essere la prova dell’evoluzione dai microbi-all’-uomo. Invece, combacia alla descrizione biblica di un mondo creato ora in "schiavitù della corruzione" (Romani 8:19–22).

E anche alter cose combaciano. Le popolazioni di grilli Hawaiani avevano “una variabilità genetica estremamente bassa” se confrontati coi grilli in Australia, con le popolazioni delle Isole Pacifiche che si trovano in mezzo.9 Questo suggerisce la probabile colonizzazione di grilli provenienti da un’altra isola e sulla rotta delle Hawaii (forse parzialmente corrispondente a quella dei colonizzatori Polinesiani—che sembrano aver avuto un’affinità coi grilli10), con la progressiva riduzione della variabilità del pool genetico compatibile con un livello originale più alto all’atto della creazione, non all’evoluzione. Un sottoinsieme del pool genetico del grillo, una volta isolato dalla sua popolazione genitrice, non può da solo riguadagnarsi il livello di partenza di informazione genetica. L’‘Evoluzione’ non può farlo.

Notare che non vi è alcun dubbio, qui, sul fatto che la selezione naturale operi, e anche con forza. Ma la selezione naturale non è evoluzione, poiché può solo rimuovere individui (in questo caso, quelli canterini), e con essi l’informazione genetica che trasportano (i codici genetici per generare ali capaci di frinire),11 da una popolazione; non può fornire nuove informazioni genetiche. E non è la strombazzata ‘evoluzione rapida’ che è stata osservata qui12, ma il rapide abbattimento di grilli canterini sotto la mortale pressione selettiva di essere esca per larve di mosca—la selezione naturale non ha bisogno di lunghi periodi di tempo per raggiungere risultati drammatici come questo—il virtuale silenziamente di una popolazione.13,14

Se solo più persone sapessero che gli esempi di selezione naturale come quello dei grilli di Kauai non sono in alcun modo la prova dell’evoluzione ma, piuttosto, la prova dell’esistenza del Dio Creatore della Bibbia—allora ciò sarebbe qualcosa di cui cinguettare.

Referenze e note

  1. La piccola mosca parassitaria è Ormia ochracea e la sua incredibile capacità di rintracciare direzionalmente il suono nonostante le sue orecchie siano distanti l’una dall’altra solo 0.5mm (il che vuol dire che la differenza temporale inter-auricolare è di solo 1½ microsecondi) ha ispirato gli ingegneri a provare a migliorare gli apparecchi acustici dandogli anche qualche capacità direzionale. Sarfati, J., Ear now … An incredible design in a tiny fly is inspiring engineers, Creation 23(4):55, 2001; creation.com/ear-now. Per quanto riguarda il come un tale progetto possa inserirsi nel racconto biblico della Caduta nel peccato e dell’assenza di morte prima del peccato, gli insetti sono probabilmente da inserire nella vita senza nephesh, perciò la loro ‘morte’ è biblicamente differente da quella degli esseri umani o dei vertebrati. In alternativa, Dio, che sapeva ci sarebbe stata la Caduta nel peccato, potrebbe aver pre-disegnato il meccanismo necessario in un mondo post-Caduta nel peccato, in modo che si autoinnescasse al momento della Caduta. Vedi creation.com/cab6. Ritornare al testo.
  2. Comprendere l’evoluzione: L’evoluzione veloce porta a grilli silenti, evolution.berkeley.edu, Decembre 2006, aggiornamenti aggiunti nel Giugno 2008 e Giugno 2011. Ritornare al testo.
  3. Le Page, M., Evolution in the fast lane, New Scientist 210(2806):32–36, 2 Aprile 2011. Ritornare al testo.
  4. Zuk, M., Rotenberry, J. e Tinghitella, R., Silent night: adaptive disappearance of a sexual signal in a parasitized population of field crickets, Biology Letters 2:521–524, 2006. Ritornare al testo.
  5. Crickets on Hawaiian island develop silent wings in response to parasitic attack, University of California–Riverside Newsroom, newsroom.ucr.edu, 22 Settembre 2006. Ritornare al testo.
  6. Norris, S., Hawaii crickets evolved ‘silent’ wings to evade parasites, study finds, National Geographic News, news.nationalgeographic.com, 3 Ottobre 2006. Ritornare al testo.
  7. Tinghitella, R., Rapid evolutionary change in a sexual signal: genetic control of the mutation ‘flatwing’ that renders male field crickets (Teleogryllus oceanicus) mute, Heredity 100:261–267, 2008. Ritornare al testo.
  8. Non si sa con certezza come i grilli femmine riescano a trovare i maschi silenziosi (per accoppiarsi e quindi fare figli), ma i ricercatori hanno trovato un certo supporto nell’idea che i maschi mutanti muti si riuniscano attorno ai pochi grilli canterini rimanenti, intercettando le femmine attratte dal canto del maschio normale. Rif. 4. Ritornare al testo.
  9. Tinghitella, R., Zuk, M., Beveridge, M. e Simmons, L., Island hopping introduces Polynesian field crickets to novel environments, genetic bottlenecks and rapid evolution, Journal of Evolutionary Biology 24:1199–1211, 2001. Ritornare al testo.
  10. In alcune comunità Polinesiane si dice che i grilli siano una forma di presenza protettiva. Clerk, C., “That isn’t really a pig”: Spirit traditions in the Southern Cook Islands, Oral Tradition 5(2/3):316–333, 1990. Ritornare al testo.
  11. Per un’altro esempio di ali mutanti che diventano vantaggiose in un ambiente estremo, vedi Wieland, C., Beetle bloopers, Creation 19(3):30, 1997; creation.com/beetle. Ritornare al testo.
  12. E.g. rif. ti 3,7,9. Rif. 2 riferito alle 20 generazioni tra l’arrivo delle mosche parassitarie e l’apparire dei grilli maschi mutanti con ‘ali piatte’ e silenti come se fosse “una strizzatina d’occhio in termini evolutivi”. Ritornare al testo.
  13. Wieland, C., Brisk biters fast changes in mosquitoes astonish evolutionists, delight creationists, Creation 21(2):41, 1999; creation.com/brisk-biters. Ritornare al testo.
  14. Wieland, C., Rapid tomcod evolution by pollution? Yeah, right … and wrong, Creation 33(4):22–33, 2011. Ritornare al testo.

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