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Keplero-78b: il “mondo di lava rovente” che “non dovrebbe esistere”

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tradotto da Matteo d'Ambrosio per Associazione Italiana Studi sulle Origini

kepler-78b

L'apostolo Pietro avvertì di un tempo in cui sarebbero venuti gli schernitori, che avrebbero ignorato deliberatamente il fatto che fu grazie alla Parola di Dio che i cieli e la terra vennero all'esistenza (2 Pietro 3: 3-5). Oggi, infatti, ci sono molti nella sfera pubblica che affermano che nessun Creatore era necessario. E piuttosto che accettare il racconto biblico della creazione in sei giorni circa 6.000 anni fa, essi sostengono invece che l'universo si è formato mediante processi naturalistici (cioè da solo) in miliardi di anni.

Tuttavia, gli scienziati oggi incontrano ripetutamente prove che confutano le teorie delle origini evolutive e delle linee temporali di lunga durata.1 Un esempio è l'esopianeta Kepler-78b, circa il 20% più grande della Terra e dal peso doppio, recentemente scoperto2 nella costellazione del Cigno. La sua scoperta è così in contrasto con le teorie sulla formazione planetaria che un comunicato stampa dell'Harvard Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) proclamò: "Kepler-78b è un pianeta che non dovrebbe esistere".3

Gli astronomi evolutivi si preoccupano principalmente della vicinanza4 di "questo mondo rovente di lava"5 alla sua stella, ruotandoli intorno in sole otto ore e mezza - una delle orbite più strette conosciute nell'universo. Ciò lo rende "un abominio"5 per le attuali teorie sulla formazione dei pianeti, perché l'orbita attuale di Kepler-78b sarebbe stata all'interno della sua stessa stella all'inizio delle origini evolutive opinabili di questo sistema planetario, quando la stella sarebbe stata molto più grande. Questo è ovviamente impossibile, come ha spiegato l'astronomo CfA Dimitar Sasselov:

Non potrebbe essersi formato sul posto perché non puoi formare un pianeta dentro una stella. Non poteva essersi formato più lontano per poi migrare verso l'interno, perché sarebbe migrato fino a scontrarsi con la stella. Questo pianeta è un enigma.

Il collega astronomo della CfA, David Latham, ha replicato: "Questo pianeta è un mistero completo. Non sappiamo come si è formato o come è arrivato dove è oggi."5

Keplero-78b è solo uno di questi "misteri completi" di molti "enigmi esopianeti" scoperti di recente.6 Sottolinea ancora una volta il fallimento di tutti i tentativi di spiegare la formazione dei pianeti in modo naturalistico.7 Sicuramente c'è un messaggio lì, per chiunque sia disposto a riceverlo: "I cieli dichiarano la gloria di Dio, e il firmamento annuncia l'opera delle sue mani"(Salmo 19: 1).

Riferimenti e note

  1. Batten, D., Age of the earth—101 evidences for a young age of the earth and the universe, creation.com/age 4 Giugno 2009. Torna al testo.
  2. Tramite i dati inviati dal telescopio sulla navicella spaziale Kepler della NASA lanciata nel 2009, e successivamente confermati usando misurazioni dallo spettrometro ad alta precisione HARPS-North presso l'Osservatorio Roque de los Muchachos di La Palma e lo spettrografo HIRES all'Osservatorio di Keck, Hawaii. Torna al testo.
  3. Mystery world baffles astronomers, Harvard Smithsonian Center for Astrophysics comunicato stampa n. 2013-25, cfa.harvard.edu, 30 ottobre 2013. Torna al testo.
  4. Meno di 1.6 milioni di km (un milione di miglia). Torna al testo.
  5. O’Neill, I., Kepler-78b: Mystery exoplanet shouldn’t even exist, news.discovery.com, 30 Otobre 2013. Torna al testo.
  6. Planets baffle big bangers, Creation 36(3):9, 2014; creation.com/focus-363#planets. Torna al testo.
  7. Hartnett, J.G., Planetary system formation: exposing naturalistic storytelling; creation.com/planet-formation, 14 Aprile 2016. Vedere anche, Psarris, S., Our created solar system DVD (disponibile da CMI). Torna al testo.